See Emily Play

di Syd Barrett

See Emily Play Lyrics

Emily tries but misunderstands, ah ooh
She’s often inclined to borrow somebody’s dreams till tomorrow
There is no other day
Let’s try it another way
You’ll lose your mind and play
Free games for May
See Emily play
Soon after dark Emily cries, ah ooh
Gazing through trees in sorrow hardly a sound till tomorrow
There is no other day
Let’s try it another way
You’ll lose your mind and play
Free games for May
See Emily play
Put on a gown that touches the ground, ah ooh
Float on a river forever and ever, Emily (Emily)
There is no other day
Let’s try it another way
You’ll lose your mind and play
Free games for May
See Emily play

Emily ci prova, ma fraintende, ah ooh
Spesso è portata a prendere in prestito i sogni di qualcun altro fino a domani
Non esiste un altro giorno
Proviamo in un altro modo
Perderai la ragione e giocherai
Ai giochi gratuiti di maggio
Guarda Emily giocare
Poco dopo il tramonto Emily piange, ah ooh
Fissando gli alberi con tristezza, quasi senza fare rumore fino a domani
Non esiste un altro giorno
Proviamo in un altro modo
Perderai la ragione e giocherai
Ai giochi gratuiti di maggio
Guarda Emily giocare
Indossa un abito che sfiora il suolo, ah ooh
Galleggia su un fiume per sempre e per sempre, Emily (Emily)
Non esiste un altro giorno
Proviamo in un altro modo
Perderai la ragione e giocherai
Ai giochi gratuiti di maggio
Guarda Emily giocare

“See Emily Play” è una composizione di Syd Barrett, secondo singolo dei Pink Floyd, pubblicato il 16 giugno 1967 con lo slogan promozionale “Straight to Heaven in ’67”. Il brano nasce nell’orbita di “Games for May”, il concerto-evento tenuto dal gruppo alla Queen Elizabeth Hall di Londra il 12 maggio 1967, organizzato da Peter Jenner e Andrew King e presentato come una serata di “relax dell’età spaziale per il culmine della primavera”. Per l’occasione Barrett compose un brano apposito, intitolato per l’appunto “Games for May”, che conteneva già in nuce gli elementi melodici poi sviluppati in “See Emily Play”. Secondo Andrew King, che in quel periodo condivideva un appartamento con Rick Wright dotato di un piccolo studio domestico, fu lì che Barrett scrisse il pezzo come tema per il concerto, anche se il testo risalirebbe a un periodo precedente, ai tempi della London Free School.
L’identità di Emily resta materia di congetture. Una ipotesi la individua in Emily Tacita Young, scultrice allora agli inizi e frequentatrice abituale della London Free School e dell’UFO Club nel 1966. Un’altra lettura la considera frutto dell’immaginazione di Barrett, apparsa durante un’esperienza con l’LSD tra gli alberi di un bosco. Jenny Spires, ex compagna del musicista, ha raccontato che Emily era semplicemente il nome femminile che Barrett avrebbe scelto per un’eventuale figlia. Roger Waters, dal suo canto, ha liquidato la questione definendo Emily “una ragazza complicata, tutto qui”, pur affermando di riconoscere il bosco citato nel testo: un’area precisa sulla strada per le Gog Magog Hills, a sud-ovest di Cambridge, frequentata dal gruppo durante l’infanzia.
Le registrazioni si svolsero ai Sound Techniques di Londra, presumibilmente nel weekend del 20-21 maggio 1967 (la data del 18 maggio è stata talvolta indicata ma non confermata), con Norman Smith alla produzione, John Wood al mixer e Jeff Jarratt, sottratto per l’occasione ad Abbey Road, come assistente. Il gruppo tornò a Sound Techniques dopo l’esperienza di “Arnold Layne”, forse per non essere riuscito a ottenere ad Abbey Road il suono desiderato. Inizialmente il brano superava i sette minuti, secondo l’abitudine live della band di dilatare i propri pezzi, e fu Wood a occuparsi del lungo lavoro di montaggio necessario per ridurlo al formato singolo.
L’introduzione si apre con un effetto di glissando ottenuto da Barrett con il bottleneck sulla sua Fender Esquire, trattato con l’Echorec Binson. Wright lo accompagna fin dalla prima battuta con un breve assolo all’organo Farfisa. Mason suona la batteria Premier, probabilmente con doppia grancassa, mentre Waters al basso Rickenbacker disegna linee inusuali per il genere. Barrett, oltre alla parte solista, suona anche la chitarra ritmica e canta la voce principale, sostenuto dalle armonie di Waters e/o Wright. Nelle strofe compare un riff di pianoforte acustico a sua volta trattato con l’Echorec. Al minuto 1:29 Wright propone un secondo assolo d’organo, introdotto dalla chitarra distorta di Barrett, che vi aggiunge un effetto psichedelico strofinando un accendino Zippo sulle corde. Il celebre passaggio accelerato a 0:50 nasce da due battute di pianoforte suonate da Wright e registrate a velocità doppia rispetto allo standard, poi riprodotte a velocità normale per ottenere un timbro simile a un tack piano: tecnica già impiegata da George Martin con i Beatles in “In My Life” (1965), qui supervisionata da Norman Smith. Lo stesso Wright, intervistato per Top of the Pops, ha ricordato che l’effetto “hawaiano” udibile alla fine di ogni strofa era semplicemente Barrett al bottleneck con l’echo, idea che secondo Andrew King derivava dall’osservazione del chitarrista Keith Rowe degli AMM, che usava un righello di plastica come bottleneck. Il brano si chiude in fade-out su un motivo di due note al basso firmato Waters, che il bassista avrebbe ripreso l’anno successivo in “Careful with That Axe, Eugene”.
Pubblicato come secondo singolo della band, “See Emily Play” raggiunse la sesta posizione della classifica britannica il 29 luglio 1967, alle spalle di altri inni dell’estate dell’amore come “All You Need Is Love” dei Beatles e “San Francisco” di Scott McKenzie. Il successo aprì ai Pink Floyd le porte di radio e televisione: il 6 luglio il gruppo debuttò a Top of the Pops, tornando in onda il 13 e il 27 dello stesso mese. La canzone è stata inserita dalla Rock and Roll Hall of Fame nella lista dei cinquecento brani che hanno plasmato il rock. La copertina del singolo, disegnata dallo stesso Barrett, raffigura una locomotiva con dei bambini a bordo. Tra le cover più note figurano quelle di All About Eve e Martha Wainwright, ma la versione più celebre resta quella di David Bowie, registrata nelle sessioni di Pin Ups (1973). Il 18 e 19 febbraio 1968 i Pink Floyd girarono per la televisione belga un promo del brano in cui, per la prima volta, compare David Gilmour alla voce e alla chitarra: Syd Barrett, già in piena crisi, era a quel punto uscito dal quadro. E’ presente nelle prime edizioni americane, giapponesi e nella prima stampa venezuelana di The Piper At The Gates Of Dawn